Quando i soci possono essere ritenuti responsabili dei debiti della società? La Corte Superiore di Giustizia consolida l'interpretazione in merito al disconoscimento della personalità giuridica della società.

Luglio 1, 2026

Adrielly Ranghetti

Avvocato. Laurea in Giurisprudenza presso l'UFSC (Università Federale di Santa Catarina).

Riassunto

Il presente articolo analizza l'interpretazione consolidata dalla Corte Superiore di Giustizia (STJ) nella sentenza di Parte Ripetitiva n. 1.210, relativa ai requisiti per la disapplicazione della personalità giuridica nei rapporti civili e commerciali. Secondo la tesi stabilita dalla Corte, la mera assenza di beni pignorabili, l'insolvenza dell'impresa o la cessazione irregolare della sua attività non giustificano, di per sé, la responsabilità dei soci. Lo studio esamina i fondamenti dell'autonomia patrimoniale della persona giuridica e i requisiti previsti dall'articolo 50 del Codice Civile, oltre alle ipotesi di abuso di personalità giuridica derivanti da deviazione di fine e commistione di beni. Si conclude che il precedente rafforza la certezza del diritto nei rapporti commerciali, riaffermando la natura eccezionale della disapplicazione della personalità giuridica e richiedendo una prova concreta dell'abuso per la sua applicazione.

Parole chiave: Disprezzo della personalità giuridica; Responsabilità dei soci; Tema ricorrente n. 1.210.

Astratto

Questo articolo analizza l'interpretazione giuridica stabilita dalla Corte Superiore di Giustizia brasiliana (STJ) nella sentenza di Tema Ripetitivo n. 1.210, che disciplina i requisiti per il superamento del velo societario in materia di diritto civile e commerciale. Secondo la tesi giuridica stabilita dalla Corte, la mera assenza di beni pignorabili, l'insolvenza societaria o lo scioglimento irregolare di una società non giustificano, di per sé, l'estensione della responsabilità agli azionisti. Lo studio esamina i principi che sottendono all'autonomia patrimoniale delle persone giuridiche e i requisiti previsti dall'articolo 50 del Codice Civile brasiliano, nonché le situazioni che configurano l'abuso di personalità giuridica attraverso l'uso improprio dello scopo e la commistione di beni. Si conclude che il precedente rafforza la certezza del diritto nei rapporti commerciali, riaffermando la natura eccezionale del superamento del velo societario e richiedendo una prova concreta dell'abuso per la sua applicazione.

Parole chiave : Sollevamento del velo societario; Responsabilità degli azionisti; Confusione di beni; Tema ricorrente n. 1.210.

1. Introduzione

Il disconoscimento della personalità giuridica della società e della responsabilità dei soci sono temi centrali nelle discussioni sul debito aziendale. Quando un'azienda cessa l'attività o non dispone di attività sufficienti per onorare i propri obblighi, si pone una domanda ricorrente: la legge prevede la responsabilità automatica dei soci?

La Corte Superiore di Giustizia (STJ) si è recentemente pronunciata su tale questione nel corso della sentenza relativa al Tema Ripetitivo 1.210 , consolidando l'interpretazione secondo cui la risposta è negativa. Nei rapporti civili e commerciali, la responsabilità patrimoniale dei soci richiede una prova effettiva dell'abuso della personalità giuridica. La parte interessata deve provare tale abuso mediante deviazione di scopo o commistione di beni. Pertanto, la mera assenza di beni pignorabili o la cessazione irregolare dell'attività societaria non sono sufficienti.

Il disconoscimento della personalità giuridica di una società è uno dei concetti più rilevanti del diritto commerciale brasiliano. È ampiamente noto per consentire ai creditori di rivalersi direttamente sul patrimonio dei soci/azionisti. Tuttavia, l'ordinamento giuridico ha sempre considerato la sua applicazione come una misura eccezionale, riservata ai casi di effettivo abuso della struttura societaria.

2. Autonomia degli asset

La costituzione di una società a responsabilità limitata produce un effetto fondamentale: separa il patrimonio della società da quello dei soci. Questa autonomia patrimoniale rappresenta uno dei pilastri dell'attività economica moderna, consentendo un'organizzazione aziendale efficace, una corretta allocazione dei rischi e la promozione dell'imprenditorialità.

La legge brasiliana riconosce espressamente questa separazione. Il Codice Civile stesso stabilisce che la persona giuridica non deve essere confusa con i suoi soci, amministratori o fondatori. In questo modo, garantisce la tutela patrimoniale necessaria allo sviluppo delle attività imprenditoriali.

Questa protezione, tuttavia, non è assoluta. Quando soci o amministratori abusano dell'entità giuridica, deviandone lo scopo o mescolando i beni, l'ordinamento giuridico consente il sollevamento del velo societario.

Per questo motivo, la dottrina giuridica e la giurisprudenza hanno sempre sottolineato che il superamento del velo societario non è la regola, bensì un meccanismo eccezionale volto a prevenire gli abusi e a preservare la finalità legittima dell'ente giuridico.

3. Decisione del Tribunale Superiore di Giustizia sull'argomento 1.210

La controversia analizzata dalla Corte Superiore di Giustizia (STJ) è sorta da una situazione ricorrente nelle esecuzioni giudiziarie: le società che cessano la propria attività non dispongono di un patrimonio sufficiente a far fronte ai propri obblighi.

In pratica, non è raro che l'assenza di beni o la chiusura irregolare dell'attività commerciale costituiscano motivi sufficienti per includere i soci nel polo passivo dei procedimenti esecutivi. La Corte Superiore di Giustizia (STJ) ha respinto questa logica, ribadendo che non esiste una presunzione automatica di abuso di personalità giuridica.

In molti casi, la semplice difficoltà nel localizzare i beni o il riscontro di una chiusura irregolare dell'attività commerciale sono stati utilizzati come motivi per includere i soci nel polo passivo dei procedimenti esecutivi.

Nella sua sentenza, la Corte Superiore di Giustizia (STJ) ha ribadito che tale pratica non è supportata dall'articolo 50 del Codice Civile. Secondo la tesi argomentata dalla Corte, la mera assenza di beni pignorabili e la cessazione irregolare dell'attività d'impresa non autorizzano, di per sé, la violazione della personalità giuridica della società.

Affinché il provvedimento sia accolto, è essenziale fornire prove concrete di abuso di personalità giuridica, caratterizzato da uso improprio dello scopo o commistione di beni.

In tal modo, la Corte ha ribadito il requisito di una prova effettiva dell'abuso e ha respinto qualsiasi presunzione automatica derivante dall'insolvenza della società.

4. Quali sono le caratteristiche dell'abuso di personalità giuridica?

L'articolo 50 del Codice Civile stabilisce due motivi principali che possono giustificare la disconoscimento della personalità giuridica di una società: l'uso improprio dello scopo sociale e la commistione di beni.

4.1. Uso improprio dei fondi

Si configura un abuso dello scopo sociale quando soci o amministratori utilizzano l'entità giuridica per fini incompatibili con quelli che ne hanno giustificato la creazione. In particolare, questa situazione si verifica quando la società viene utilizzata per frodare i creditori o commettere atti illeciti.

In tal senso, Nelson Nery Junior e Rosa Maria de Andrade Nery insegnano che l'abuso di scopo può essere identificato quando un ente giuridico inizia a praticare atti illegali o atti incompatibili con l'attività per la quale è stato costituito. Inoltre, gli autori sottolineano che la società non può servire da strumento per favorire gli interessi privati ​​dei soci a danno di terzi [1].

In altre parole, l'azienda cessa di svolgere la sua legittima funzione economica. Di conseguenza, inizia ad agire come strumento di frode o abuso, giustificando l'applicazione dei provvedimenti previsti dall'ordinamento giuridico.

4.2. Confusione di beni

La commistione di beni si verifica quando, in pratica, non esiste più un'effettiva separazione tra il patrimonio della società e quello dei suoi soci.

Questa situazione può verificarsi in circostanze quali il pagamento di spese personali con fondi aziendali, l'utilizzo di conti bancari aziendali per scopi personali, il trasferimento di beni tra soci e società senza un'adeguata remunerazione, o l'adempimento ripetuto di obblighi personali con fondi aziendali, o viceversa.

In questi casi, la separazione dei beni cessa di esistere nella pratica, rivelando un'indebita confusione tra le patrimoniali e giustificando l'intervento della magistratura per accertare eventuali abusi della personalità giuridica.

5. Quando l'ignorare non si applica automaticamente

Il punto centrale del Tema 1.210 è chiarire i limiti della possibilità di disattendere la personalità giuridica e la responsabilità dei soci in caso di difficoltà nel soddisfare il debito. Secondo la giurisprudenza consolidata, la mancanza di beni pignorabili non è sufficiente per intaccare il patrimonio dei soci. Lo stesso vale in caso di insolvenza dell'azienda, chiusura irregolare dell'attività o cessazione dell'attività commerciale. Anche la mera difficoltà nel recupero del credito, se considerata isolatamente, non è sufficiente.

Queste circostanze possono giustificare un'indagine più approfondita sulla condotta della società e dei suoi amministratori. Tuttavia, non sostituiscono la prova dei requisiti previsti dall'articolo 50 del Codice Civile. In altre parole, l'assenza di beni aziendali non implica automaticamente frode o abuso. Pertanto, il creditore deve dimostrare l'esistenza concreta di un uso improprio dello scopo o di una commistione di beni. Il fallimento dell'impresa, di per sé, non autorizza la responsabilità patrimoniale dei soci.

Conclusione

La sentenza relativa al caso 1.210 rappresenta un ulteriore passo avanti nel consolidamento della giurisprudenza della Corte di giustizia svizzera in materia di disconoscimento della personalità giuridica delle società e di responsabilità dei soci.

Inoltre, la decisione ribadisce che la separazione dei beni è un elemento essenziale dell'attività imprenditoriale. Per questo motivo, la sua violazione può verificarsi solo in situazioni eccezionali. In tali casi, è necessario dimostrare in modo efficace l'abuso della personalità giuridica attraverso la deviazione dello scopo o la commistione dei beni.

Oltre a limitare la responsabilità dei soci, il precedente rafforza la certezza del diritto nei rapporti commerciali e contribuisce a un'applicazione più coerente degli strumenti di tutela dei creditori, imponendo che ogni situazione venga analizzata alla luce del quadro giuridico effettivamente applicabile.

In questo scenario, sia le imprese che i creditori devono prestare attenzione al corretto utilizzo dei meccanismi giuridici disponibili, evitando l'uso automatico del sollevamento del velo societario in casi che richiedono un'analisi più approfondita dei fatti e delle relazioni coinvolte.


[1] NERY JÚNIOR, Nelson; NERY, Rosa Maria de Andrade. Codice Civile Commento, 6a ed. Editora Revista dos Tribunais: 2008, p. 249.


Riferimenti

Legge n. 10.406 del 10 gennaio 2002. Codice civile.

REsp n. 1.873.187/SP, relatore giudice Raul Araújo, seconda sezione, decisione del 7 maggio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2026.

REsp n. 1.873.811/SP, relatore giudice Raul Araújo, seconda sezione, decisione del 7 maggio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2026.

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