Legalità della determinazione del valore di risarcimento utilizzando i criteri del nuovo valore rispetto al valore attuale nell'assicurazione contro i danni e i danni ai sensi della nuova legge sulle assicurazioni.

26 Janeiro, 2026

Introdução

Il Codice Civile disciplinava in modo esaustivo le assicurazioni attraverso le disposizioni contenute nel Capitolo XV. Tuttavia, la Legge n. 15.040 del 9 dicembre 2024 , successiva a tale evoluzione legislativa, è stata emanata come nuova Legge sulle Assicurazioni. Si tratta di una legge specifica che stabilisce il quadro giuridico per le assicurazioni, disciplinando i contratti in modo più specifico, approfondito e articolato, in contrasto con la dinamica normativa precedentemente osservata nel Codice Civile. Questo rappresenta una pietra miliare di grande importanza per il settore regolamentato e richiede un adattamento da parte di tutti gli attori coinvolti nel mercato assicurativo alla luce del nuovo contesto normativo e delle sue ripercussioni pratiche e giuridiche.

L'obiettivo di questo articolo è quello di riflettere, in questo contesto di cambiamento legislativo, sui criteri per la determinazione del valore del risarcimento nell'assicurazione danni e infortuni, confrontando le sfide dell'utilizzo dei criteri del valore di sostituzione e del valore attuale (clausola di ammortamento).

Il principio di indennizzo nell'assicurazione immobiliare.

Il Codice Civile distingueva due tipi di assicurazione: l'assicurazione patrimoniale e l'assicurazione personale. La Nuova Legge sulle Assicurazioni mantenne questa distinzione, disciplinandole rispettivamente nei Capitoli II e III. Nell'assicurazione patrimoniale, la copertura si applica agli interessi finanziari dell'assicurato, mentre l'assicurazione personale tutela la vita e l'integrità fisica.

In questo tipo di assicurazione, il bene assicurato ha un valore economico misurabile. Esempi includono l'assicurazione sulla casa, sull'attività commerciale e contro gli incendi, dove il risarcimento mira a compensare la perdita finanziaria derivante dall'evento.

Questo modello si basa sul principio di indennizzo, secondo il quale il risarcimento deve unicamente riparare il danno subito, ripristinando, per quanto possibile, la situazione preesistente all'evento dannoso (status quo ante). Per questo motivo, l'assicurato non può trarre alcun vantaggio economico dal verificarsi del sinistro.

Questo principio era già presente nell'articolo 781 del Codice Civile ed è stato mantenuto dall'articolo 89 della Nuova Legge sulle Assicurazioni, il quale stabilisce che il risarcimento non può superare il valore dell'interesse assicurato al momento del sinistro.

Pertanto, il pagamento dell'assicuratore corrisponde all'importo necessario per riparare il danno o coprirne i costi di riparazione. Lo scopo dell'assicurazione danni non è quello di arricchire l'assicurato, bensì di compensare l'effettiva perdita patrimoniale subita. Consentire un risarcimento superiore al danno significherebbe trasformare il sinistro in una fonte di vantaggio economico, contraddicendo la funzione giuridica ed economica del contratto di assicurazione.

Nuovo valore e valore attuale: differenze pratiche

La tecnica delle operazioni assicurative ha sviluppato metodologie per la determinazione dell'importo del risarcimento nell'assicurazione danni. In sintesi, l'assicurazione a valore di sostituzione è un contratto con una clausola che stabilisce che il risarcimento è fissato al valore corrispondente al costo di sostituzione del bene danneggiato con un bene nuovo di pari caratteristiche, al prezzo esistente al momento del sinistro.

L'assicurazione a Valore Corrente, invece, include la famigerata "clausola di ammortamento", che calcola l'importo del risarcimento deducendo proporzionalmente la perdita che il bene presentava al momento del sinistro, tenendo conto, tra gli altri fattori, della sua età, dell'uso, dello stato di conservazione, dell'obsolescenza. In parole povere, si cerca di calcolare il valore reale, ovvero quanto valeva effettivamente il bene alla data del sinistro, considerando il suo attuale stato d'uso, attraverso questa valutazione e deduzione dal suo prezzo.

È importante tenere presente che l'ammortamento è il valore percentuale calcolato matematicamente che, dedotto dal Nuovo Valore, porterebbe al Valore Attuale del bene alla data della perdita, utilizzando criteri di utilizzo, età e stato di conservazione.

La clausola di ammortamento e la controversia giurisprudenziale.

Alcuni beni, in particolare le apparecchiature elettroniche, subiscono un deprezzamento significativo a causa dell'utilizzo, della naturale usura e dell'obsolescenza tecnologica. Pertanto, quando si verifica una perdita, il loro valore economico di solito non corrisponde più al prezzo originariamente pagato.

La preoccupazione di limitare il risarcimento al valore effettivo del bene non è recente. Il vecchio Codice Commerciale del 1850 adottava già una logica simile nell'ambito delle assicurazioni marittime, cercando di impedire che il risarcimento generasse un aumento del patrimonio dell'assicurato.

Sebbene il Codice Civile non regoli espressamente i criteri per il calcolo dell'indennizzo, il mercato ha sviluppato due modalità principali: l'assicurazione a valore di ricostruzione e l'assicurazione a valore attuale, quest'ultima con deduzione per deprezzamento. La definizione del criterio avviene al momento della stipula del contratto, rendendo essenziali la proposta, il questionario sui rischi e le Condizioni Generali della polizza.

Secondo Tiago Moraes Gonçalves, l'assicurazione "a valore di reintegrazione" si è gradualmente consolidata nei mercati internazionali e ha iniziato a essere offerta in Brasile a partire dal 1948, inizialmente accompagnata da dibattiti sulla sua legalità.

Per garantire l'obiettività nel calcolo del valore attuale, le compagnie assicurative hanno sviluppato tabelle e metodi tecnici di ammortamento. Tuttavia, la difficoltà di comprensione di questi criteri e l'insoddisfazione degli assicurati hanno alimentato intense controversie legali.

La giurisprudenza ha spesso messo in discussione la validità delle clausole di ammortamento, soprattutto dal punto di vista del Codice di tutela dei consumatori. Le principali contestazioni riguardano la mancanza di trasparenza, l'applicazione di criteri unilaterali, la violazione del principio di buona fede oggettiva e l'eccessivo svantaggio per il consumatore, motivi che hanno indotto diversi tribunali a respingere l'applicazione del valore attuale in casi specifici.

La logica economica dell'assicurazione a valore attuale.

La scelta tra assicurazione a valore di sostituzione e assicurazione a valore attuale incide non solo sull'indennizzo, ma anche sul premio. La copertura a valore di sostituzione richiede un premio più elevato perché aumenta la responsabilità assunta dall'assicuratore. Al contrario, l'assicurazione a valore attuale riduce il premio tenendo conto del deprezzamento del bene.

Le compagnie assicurative sostengono che questo approccio preserva il principio di indennizzo cercando di riprodurre con maggiore precisione il valore economico del bene al momento del sinistro, evitando così risarcimenti superiori al danno effettivamente subito.

Ciò non significa che l'assicurazione a valore di sostituzione sia incompatibile con questo principio. In questo caso, il rischio più elevato viene predeterminato e compensato attraverso un premio proporzionalmente più alto.

L'assenza di normative specifiche e la giurisprudenza contrastante hanno creato un clima di incertezza giuridica che ha avuto ripercussioni sugli assicurati, sulle compagnie assicurative e sullo stesso sistema di assicurazione mutua. In diverse situazioni, le decisioni dei tribunali hanno determinato indennizzi non coerenti con la tecnica attuariale prevista dal contratto.

Questo scenario mina la logica economica dell'assicurazione. Il contratto si basa sulla valutazione preventiva del rischio, sulla definizione della copertura e sulla corrispondenza tra tale copertura e il premio pagato. Quando l'assicurato stipula una polizza al Valore Attuale, ma riceve un indennizzo equivalente al Valore di Sostituzione, un costo che non era stato né contrattualizzato né remunerato viene trasferito al fondo comune di investimento.

Un intervento giudiziario che non tenga conto dei criteri concordati può, pertanto, distorcere la funzione compensativa dell'assicurazione e sconvolgere l'equilibrio attuariale che è alla base della distribuzione collettiva dei rischi.

In che modo la nuova legge sulle assicurazioni modifica questo scenario?

La nuova legge sulle assicurazioni ha affrontato espressamente una questione rimasta priva di specifica regolamentazione nel Codice civile. Regolamentando i criteri di indennizzo, ha fornito parametri in grado di ridurre l'incertezza giuridica e di conferire maggiore stabilità ai rapporti assicurativi.

L'articolo 92 stabilisce la liceità della stipula di polizze assicurative a valore di ricostruzione e vieta, in questa modalità, l'utilizzo di clausole proporzionali. Riconoscendo espressamente questa forma contrattuale, la legge dimostra che essa costituisce un'opzione contrattuale e non un regime automaticamente applicabile a tutte le polizze di assicurazione danni.

Questa disposizione rafforza la necessità di dichiarazioni esplicite da parte delle parti nella polizza. Non esiste alcuna presunzione legale secondo cui tutti i risarcimenti debbano essere basati sul valore di sostituzione.

Di conseguenza, il riconoscimento della legalità di questa modalità conferma anche la validità di altri criteri di indennizzo, come l'assicurazione a valore attuale, purché siano debitamente concordati. L'ordinamento giuridico non limita l'autonomia contrattuale né vieta l'utilizzo di metodi diversi per la determinazione dell'indennizzo.

Pertanto, la convinzione che tutte le clausole di deprezzamento siano abusive perde di validità. Accettare questa interpretazione equivarrebbe a rendere obbligatorio il risarcimento al valore di sostituzione in qualsiasi contratto, a prescindere dalla volontà delle parti, una soluzione incompatibile con il sistema introdotto dalla nuova legge.

In questo modo, all'assicurato rimane la possibilità di scegliere tra una copertura più ampia, con un premio più elevato, o una copertura basata sul valore attuale, accompagnata da un premio ridotto, nel rispetto dell'autonomia privata e dell'equilibrio economico del contratto.

Trasparenza contrattuale e dovere di informazione

Un altro importante aspetto della nuova legge volto a mitigare il contenzioso nel mercato assicurativo si trova negli articoli 44 e 45, che impongono all'assicurato l'obbligo di fornire informazioni complete nella fase precontrattuale. Occorre sottolineare come la legge elevi, per così dire, l'assicurato al ruolo di protagonista in questa fase, attribuendogli il compito attivo di fornire le informazioni necessarie per l'accettazione della proposta e la determinazione del premio (art. 44) e di informare in modo trasparente, nella proposta e nel questionario di valutazione del rischio, su tutto ciò che è rilevante in merito ai rischi e agli interessi dell'assicurato (art. 45). Tale disposizione legittima clausole come quelle di ammortamento, in quanto liberamente scelte dall'assicurato nella proposta e nel questionario, determinandone così il contenuto, influenzando direttamente la determinazione del premio e definendo il rischio e l'interesse dell'assicurato. 

L'articolo 81 e i limiti dell'intervento giudiziario.

L'articolo 81 della Legge n. 15.040/2024 offre un valido argomento a difesa della legittimità dei criteri concordati tra le parti, limitando gli interventi giudiziari e impedendo che l'assicurato si arricchisca ingiustamente. Occorre precisare che la disposizione stabilisce che , in caso di dubbio sui criteri di calcolo dell'indennizzo, prevalgono quelli più favorevoli all'assicurato, vietando qualsiasi indebito vantaggio. L'innovazione risiede proprio nel subordinare l'interpretazione a tutela del consumatore all'effettiva sussistenza del dubbio. Da un lato, il miglioramento degli strumenti per garantire una formulazione chiara e incisiva della proposta, del questionario e delle Condizioni Generali da parte delle compagnie assicurative si rivela un modo efficace per mitigare i rischi di interventi giudiziari che ledono l'equilibrio contrattuale.

Pertanto, le clausole espresse di ammortamento (valore attuale) o di valore di sostituzione, quando formulate in modo univoco, espressamente convenute dall'assicurato e stipulate in polizza, non possono essere disattese sotto la generica argomentazione di abusivismo, come è avvenuto finora, poiché costituiscono scelte legittime dell'assicurato al momento della stipula, che si riflettono direttamente sul premio pagato e sul profilo di rischio assunto, pena l'arricchimento ingiusto che la suddetta disposizione intende impedire attraverso la concessione di un indennizzo superiore a quello contrattato.

In altri termini, l'articolo 81 ribadisce che un'interpretazione favorevole al consumatore non deve essere confusa con l'alterazione del contenuto contrattuale o con un intervento ingiustificato nelle clausole, ma è possibile solo quando necessario per risolvere eventuali ambiguità, preservando l'autonomia della volontà e la certezza del diritto quando non vi siano dubbi sulle disposizioni applicabili.

Pensieri finali

In generale, negare la validità delle clausole di ammortamento non solo violerebbe l'autonomia contrattuale, l'interpretazione restrittiva del contratto di assicurazione e l'obbligo dell'assicuratore di prevedere un rischio predeterminato, ma sovvertirebbe anche la logica del diritto, che riconosce con precisione la legittimità di diversi criteri di indennizzo e limita l'intervento del giudice in questa specifica materia all'ambito del dubbio interpretativo. In sintesi, se l'assicuratore è in grado di eliminare il più possibile eventuali ambiguità che potrebbero dar luogo a un'ingerenza del giudice ai sensi dell'articolo 81, in merito alle clausole contrattuali che disciplinano i criteri di determinazione dell'indennizzo, gli effetti deleteri di tale indesiderata ingerenza vengono prevenuti.

In questo modo, la nuova legge consolida la legittimità dei criteri di indennizzo, siano essi basati sul deprezzamento o sul valore di sostituzione, purché siano chiaramente stabiliti, ed elimina la possibilità di ingiusto arricchimento derivante dalla concessione di una copertura non contratta o diversa da quella contratta.

In questo scenario, la nuova Legge sulle Assicurazioni non deve essere vista solo come una pietra miliare normativa, ma come un invito al miglioramento delle pratiche contrattuali e al rafforzamento della fiducia tra assicuratori e assicurati. La chiarezza nella formulazione della proposta, del questionario di valutazione del rischio e delle condizioni generali; la chiarezza informativa e la trasparenza nella fase precontrattuale; il rispetto dei criteri di indennizzo previsti in polizza sono misure che riducono il contenzioso, aumentano la prevedibilità e consolidano la credibilità del settore. In definitiva, si tratta di allineare la tecnica giuridica e la strategia operativa in modo che il settore assicurativo si muova verso relazioni contrattuali più equilibrate e un sistema mutualistico più stabile e sostenibile. Infine, può rappresentare una preziosa opportunità per il mercato assicurativo di sviluppare non solo la mera conformità legale, ma un vantaggio competitivo.

Maxwel Pereira da Silva

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